Micronesia contro il resto del mondo (atomico)

Le Isole Marshall porteranno davanti alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aia le grandi "potenze nucleari" mondiali. Lo stato micronesiano ha infatti denunciato le cinque storiche sorelle atomiche, Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Russia e tutti gli altri paesi che hanno dichiarato il possesso della bomba atomica, India, Pakistan, Corea del nord e Israele (nonostante il governo non abbia mai confermato di possedere un arsenale nucleare) per "flagrante negazione della giustizia umana", come riporta il Guardian.
14 AGO 20
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Le Isole Marshall porteranno davanti alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aia le grandi "potenze nucleari" mondiali. Lo stato micronesiano ha infatti denunciato le cinque storiche sorelle atomiche, Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Russia e tutti gli altri paesi che hanno dichiarato il possesso della bomba atomica, India, Pakistan, Corea del nord e Israele (nonostante il governo non abbia mai confermato di possedere un arsenale nucleare) per "flagrante negazione della giustizia umana", come riporta il Guardian. L'accusa del paese oceanico scaturisce dalla violazione di questi paesi degli impegni presi con il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), sottoscritto da Usa, Regno Unito e Unione Sovietica il 1° luglio 1968, al quale aderirono anche la Corea del nord nel 1985 e Francia e Cina nel 1992.
Le isole Marshall hanno inoltre denunciato gli Stati Uniti per i danni causati dai 67 test nucleari svolti dal 1946 al 1958 nell'arcipelago, al tempo ancora territorio americano, che si ripercuotono ancora sia sulla fauna che sulla popolazione locale a causa della radioattività del fondale marino.
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Un'azione legale senza precedenti quella condotta dal presidente dello stato della Micronesia, Christopher Loeak, che in questo modo spera di ottenere, oltre che una bonifica delle zone contaminate, una decisiva spinta al disarmo globale considerando che a oggi ci sarebbero ancora al mondo circa 17 mila testate nucleari, 16 mila delle quali divise tra Stati Uniti e Russia. Dal Regno Unito è arrivato il commento di Kate Hudson, segretario generale della Campagna per il Disarmo Nucleare, che ha dichiarato: "Gli stati dotati di armamenti nucleari continuano ipocritamente a dirsi impegnati in iniziative multilaterali per il disarmo, mentre in realtà stanno sperperando miliardi per modernizzare i propri arsenali. Oltre alla forte opposizione dell’opinione pubblica, ora il Regno Unito dovrà affrontare anche questa azione legale".